• Alessandra Colombo

Come trovare lo Psicologo o lo Psicoterapeuta che fa per te

Il Times ha definito l'atto di trovare il terapeuta/lo psicologo giusto come "andare ad un appuntamento". Per certi versi, è questione di feeling, comodità, sentirsi al sicuro.


Andare da uno psicoterapeuta o da uno psicologo è un atto di coraggio.

Si sceglie una persona che ci accompagnerà ad esplorare parti di noi che - a volte - non abbiamo detto a nessuno: questo significa che devo scegliere "lo psicologo giusto".

Ma questo vuol dire che devo interrogare ogni professionista che vedo? Assolutamente no!

Siamo tuttavia liberi di scegliere da chi andare, cambiando professionista se, al primo appuntamento, non ci sentiamo pienamente convinti che questa persona possa essere la persona giusta. Il rischio è di non trovare un buon aggancio e di fare poi un lavoro "a metà".

Ci sono delle piccole cose a cui stare attenti che ci aiuteranno a capire se la persona che abbiamo scelto è il professionista adatto alle nostre esigenze:


1. Ci sentiamo davvero ascoltati

Terapia e Pallottole, USA 1999, commedia

Lo psicologo che legge il giornale mentre noi siamo sdraiati con lo sguardo al muro è prerogativa dei film. Ovunque siamo bombardati dall'idea scherzosa che, in realtà, lo psicologo sia una presenza "trascurabile" in un luogo terapeutico come uno studio psicologico, una specie di totem che annuisce con un timer: ogni due minuti parte il "mh mh" e via così per 50 minuti. Questo, tuttavia, è prerogativa dei film.

Dallo psicologo o dallo psicoterapeuta dobbiamo sentirci ascoltati. Dobbiamo percepire che la persona ci stia ascoltando sul serio, magari anche prendendosi la libertà di dirci quando si è persa o quando non capisce qualcosa, ma, sicuramente, uno dei punti principali del capire se quella persona va bene per noi o meno è "mi sento ascoltato e compreso?"



2. Sentiamo di avere i nostri spazi e i nostri tempi


Lo psicologo non è una entità assente né troppo presente. Durante quello che sarà il percorso, ci saranno incontri dove parlerà più del solito e incontri dove, invece, si avrà la percezione di essere noi stessi a dire tutto ciò che passa per la mente senza che lui/lei batta ciglio.

In entrambi i casi, però, ha una funzione.

Cosa significa? Significa che riconosce quali sono i momenti giusti per intervenire e ha ben chiaro qual è lo scopo del suo intervento.

Se nel primo incontro sentiamo di avere tempi diversi possiamo chiederci se è la persona che fa per noi. Perchè si chiamano colloqui di conoscenza? Per questo motivo! Per lasciare spazio alla persona di viaggiare in business class quando si tratta in primis del suo benessere e della sua esperienza di vita.



3. Ci sentiamo liberi di raccontare senza essere giudicati

Il sentirsi liberi di raccontare e il non essere giudicati, solo compresi, consente a noi stessi di guardare il mondo da una prospettiva diversa: la prospettiva di non dover pilotare i racconti o "escludere" parti degli stessi per paura di essere rifiutati o etichettati, qui non ce n'è bisogno.

Lo studio è un luogo protetto e in esso tutto è esperienza propria e privata, senza alcun tipo di giudizio.



4. Ci sentiamo liberi di essere noi stessi senza il desiderio di apparire amabili


Dallo psicologo possiamo essere profondamente noi stessi, e dobbiamo salvaguardare questo diritto: quando entriamo nello studio di un professionista in questo lavoro, dobbiamo sentirci comodi, protetti e liberi da posizioni. Non c'è nessuno che sa più di noi di ciò che noi stiamo provando. Possiamo, per una volta, sperimentarci senza paura di essere lasciati quando fragili, tristi, arrabbiati, "troppo" felici e così via.



5. Lo psicologo vive con noi il momento


Si chiama empatia. Carl Rogers disse:

Quando una persona capisce di essere sentita profondamente, i suoi occhi si riempiono di lacrime. Io credo che, in un senso molto reale, pianga di gioia. È come se stesse dicendo: «Grazie a Dio, qualcuno mi ascolta. Qualcuno sa cosa vuol dire essere me»

6. Lo psicologo viaggia "sulla nostra lunghezza d'onda"


Quando andiamo da uno psicologo per la prima volta è importantissimo comprendere, oltre che essere compresi. Avere qualcuno che "parla il nostro stesso linguaggio", che capisce qual è il modo migliore per instaurare un ponte tra le nostre due realtà è fondamentale.

E' difficile che questo avvenga subito, in un primo colloquio, ma possiamo sicuramente accorgerci di quanto la persona accanto a noi sia interessata alla nostra vita e alle nostre richieste.



7. Non veniamo riempiti di consigli


Questa è una questione importantissima: lo psicologo non si sostituisce a noi, non ci da consigli e non giudica le nostre scelte. Per intenderci, non ci dice cosa dobbiamo fare o come lo dobbiamo fare.

"Le persone sono altrettanto meravigliose quanto i tramonti se io li lascio essere ciò che sono. In realtà, la ragione per cui forse possiamo veramente apprezzare un tramonto è che non possiamo controllarlo. Quando osservo un tramonto come facevo l’altra sera non mi capita di dire: “Addolcire un po’ l’arancione sull’angolo destro, mettere un po’ più di rosso porpora alla base, ed usare tinte più rosa per il colore delle nuvole”. Non tento di controllare un tramonto. Ammiro con soggezione il suo dispiegarsi."

8. Deve piacerci "a pelle"


Sentirsi "famigliari" con la persona che abbiamo di fronte è una esperienza notevolmente positiva: avere una persona che ci mette a proprio agio, anche fisicamente, è un fattore da non trascurare.

Se quello specialista ci ricorda qualcosa di negativo, ha qualcosa che "a pelle" non ci fa sentire a proprio agio non preoccupatevi: è assolutamente comprensibile che decidiate di vedere qualcun altro o che sentiate qualcosa che non vi fa sentire bene.

Cosa fare in questi casi?

Parlatene direttamente con lo specialista a cui vi siete rivolti: comprenderà assolutamente le vostre ragioni e, se ci sarà margine, si lavorerà anche sul perchè questa sensazione sia così spiacevole, se invece è qualcosa che proprio fa stare scomodi si opterà per altri professionisti.

D'altronde nessuno vorrebbe fare un'ora alla settimana - che dovrebbe essere un proprio spazio di libertà - con un maglione che pizzica, giusto?



Dr.ssa Alessandra Colombo

Psicologa del Benessere

Per appuntamenti:

alessandracolombopsicologa@gmail.com

tel. 331 8437155

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